• Giulia Falzone

Anche i fiumi respirano. Università Torino e Piemonte Orientale ne svelano ruolo nel ciclo della CO2

Nel 2021, scientificamente parlando, possiamo considerare i corsi d’acqua come esseri viventi?


In un certo senso sì, perché anche i fiumi respirano. Questa è la conclusione a cui è arrivato il progetto internazionale EURORUN, a cui hanno partecipato sedici gruppi di undici Paesi europei, tra cui ricercatori delle Università di Torino e del Piemonte Orientale.


Lo studio, appena pubblicato su Communications Earth & Environment, rivista del gruppo Nature, svela per la prima volta il ruolo dei fiumi nel ciclo dell’anidride carbonica: tutti i corsi d’acqua emettono CO2 nell’aria, con modalità e tempistiche differenti, seguendo uno schema complesso in cui interagiscono fattori climatici, latitudinali e ambientali. Dalle analisi effettuate l’emissione di anidride carbonica è, ad esempio, risultata in media maggiore durante la notte e nei fiumi che scorrono in aree coltivate e antropizzate rispetto ai tratti fluviali che solcano zone forestali. La produzione di anidride carbonica da parte dei fiumi è legata a fattori come latitudine, turbolenza dell’acqua, stagione, ora del giorno e altre caratteristiche dell’ecosistema.


Il team italiano era costituito dal prof. Stefano Fenoglio (Università di Torino) e dal dott. Alberto Doretto (Università del Piemonte Orientale), che lavorano entrambi anche presso il Centro per lo Studio dei Fiumi Alpini – Alpstream, struttura nata nel 2019 ad Ostana (CN) dalla sinergia tra Parco del Monviso, UNITO, UPO e POLITO per promuovere una maggiore sostenibilità ambientale con particolare riferimento alle risorse idriche.


Secondo il prof. Stefano Fenoglio, docente del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi - DBIOS dell’Università di Torino “L’aspetto più affascinante di questo progetto è che una ricerca così mirata e peculiare, come analizzare quanto ‘respira’ un determinato tratto fluviale, ci apre un enorme orizzonte non solo di ricerca ma anche di riflessione. Un fiume, come ogni sistema ecologico, è molto più della somma dei suoi organismi e delle sue particolarità ambientali, e ha una funzionalità che deriva dalla interazione, e non dall’addizione, delle sue parti. Ad ogni livello di complessità ecologica emergono proprietà interamente nuove, come la ‘capacità di respirare’ che non si possono neppure ipotizzare se osserviamo i singoli componenti del sistema”.


“Negli ultimi anni l’attenzione del mondo della ricerca verso i meccanismi che regolano i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera è cresciuta enormemente, per la loro importanza come gas a effetto serra responsabili dell’aumento globale delle temperature – spiega Alberto Doretto, ricercatore del Dipartimento di Scienze e Innovazione Tecnologica - DISIT di Vercelli dell’Università del Piemonte Orientale - L’anidride carbonica segue un ciclo complesso, venendo scambiata in diverse forme tra organismi viventi e ambiente fisico, ma nulla si sapeva del ruolo svolto dai fiumi in questo ambito. Le analisi sono state realizzate per un anno, nelle diverse stagioni, sia durante il giorno che durante la notte, in una serie di finestre temporali in cui tutti i gruppi europei hanno lavorato negli stessi giorni”.