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Ripresa verde, essenziale per raggiungere targetclimatici

Il mondo si sta ancora dirigendo verso un aumento della temperatura superiore ai 3° in questo secolo. L’allarme arriva dall’UNEP - Programma Ambiente delle Nazioni Unite, che ha presentato ieri il rapporto annuale sulle emissioni di anidride carbonica.


Nel 2019 le emissioni totali di gas a effetto serra hanno raggiunto un nuovo massimo storico (59,1 Gigatonnellate di CO2 equivalente), con una crescita media dal 2010 dell’1,4%.


Secondo le stime, la limitazione di attività e spostamenti imposta dalla pandemia determinerà quest’anno un calo di emissioni fino al 7%, ma questa riduzione avrà un impatto trascurabile sui cambiamenti climatici (pari a 0,01°C in meno entro il 2050).


La ripresa “verde” dalla pandemia è quindi essenziale, se entro il 2030 vogliamo portare le emissioni ai livelli necessari per raggiungere l’obiettivo minimo, previsto dall’Accordo di Parigi del 2015, di contenere l’aumento della temperatura globale in questo secolo entro i 2°C.


Il rapporto calcola che una ripresa orientata alla sostenibilità potrebbe ridurre fino al 25% le emissioni di gas a effetto serra previste al 2030 in base delle politiche in atto prima della pandemia (59 Gt CO2 equivalente), portandole a 44 Gt CO2e. Con questo calo riusciremmo a collocarci nello scenario che offre la possibilità, con un probabilità del 66%, di mantenere il riscaldamento globale al di sotto di 2°. Ciò non basterebbe comunque a raggiungere l’obiettivo più ambizioso di contenere il rialzo a 1,5°.


Raggiungere gli obiettivi previsti dall’Accordo di Parigi – rimanere sotto i 2° C di aumento, puntando a non superare 1,5° - è ancora possibile a patto che, nell’ambito degli interventi di rilancio, i Governi inseriscano serie azioni per il clima e rafforzino gli impegni in occasione della prossima Conferenza delle Parti - Glasgow COP26 che sarà ospitata nel 2021 dal Regno Unito, in partnership con l'Italia. L’Italia, inoltre, a settembre 2021 ospiterà due momenti preparatori importanti: la PreCop, dove si negozieranno gli accordi che verranno poi ratificati a Glasgow, e la Youth4Climate, prima conferenza mondiale dei giovani sul clima.


Segnali positivi in questa direzione arrivano dal numero crescente di Paesi che si impegnano a raggiungere l’obiettivo di zero emissioni nette entro la metà del secolo. Il rapporto rileva, infatti, che 126 Paesi, responsabili del 51% delle emissioni globali di gas serra, hanno adottato, annunciato o stanno considerando tale obiettivo. Questi impegni dovranno però tradursi in politiche forti, azioni rapide e nell’adeguamento degli NDC – Nationally Determined Contributions, gli obiettivi nazionali che ciascun Paese si è dato sottoscrivendo l’Accordo di Parigi.