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I panini di MAX Burgers, #storiesostenibili

Questa settimana dedichiamo la rubrica #storiesostenibili a MAX Burgers, azienda svedese che nel 2019 è stata premiata da UN Climate Change, nell’ambito dell’iniziativa Momentum for Change, per l’impegno verso la sostenibilità ambientale e il contrasto al riscaldamento globale.


Max Burgers è una catena di ristoranti, con punti vendita in Svezia, Norvegia, Danimarca e Polonia. A giugno 2018 ha lanciato il primo menù al mondo climate-positive. Cosa significa? Che la compagnia, attraverso progetti di compensazione, rimuove dall’atmosfera una quantità di gas serra superiore a quella generata da tutte le attività necessarie a produrre e distribuire gli hamburger e allo stesso tempo riduce al minimo le proprie emissioni di CO2.


La società svedese ha intrapreso la strada della sostenibilità ambientale già diversi anni fa.


Dal 2008 misura il proprio impatto ambientale lungo l’intera filiera, calcolando le emissioni, a partire dalla coltivazione della terra e dall’allevamento del bestiame, per ogni alimento presente all’interno dei suoi piatti, sino ai viaggi dei clienti per raggiungere il locale. Le emissioni di anidride carbonica vengono interamente compensate con progetti di riforestazione certificati, che supportano piccoli agricoltori e imprese rurali, fornendo opportunità di occupazione per le comunità locali e fonti di cibo ed energia rinnovabile. Sono più di un milione gli alberi piantati nell’ambito di questi progetti tra Uganda, Malawi e Mozambico: per dare un’idea significa riforestare una superficie pari a circa 5.500 campi da calcio, con un beneficio in termini di assorbimento delle emissioni equivalente all’eliminazione di 230.000 auto a benzina dalla strada per un anno.


Da due anni la compagnia è andata oltre e compensa il 110% delle emissioni, diventando appunto climate-positive.


MAX Burgers ha adottato anche una serie di misure per ridurre le proprie emissioni e sensibilizzare la clientela verso scelte di consumo più sostenibili. Nel 2008, infatti, sono stati i primi al mondo a introdurre sul menù le etichette CO2 per segnalare l’impatto che ogni piatto ha sull’ambiente e dare modo ai consumatori di decidere in maniera più consapevole cosa mangiare. In aggiunta agli hamburger tradizionali, la catena ha anche lanciato una linea di green burgers, che essendo a base vegetale ha un minor impatto ambientale; tra il 2015 e il 2018% le vendite dei burger vegetali sono cresciute del 1000% e l’azienda punta ad eliminare entro il 2022 la vendita di quelli a base di carne.


Eliminato l’olio di palma, ridotti al minimo gli sprechi in cucina, dove viene scartato meno dell’1% delle materie prime, e attenzione alla sostenibilità anche nel packaging.


In più, tutti i ristoranti che la catena ha in Svezia utilizzano esclusivamente energia eolica.


Per le novità introdotte l’azienda è stata anche riconosciuta tra le più innovative al mondo nell’ambito dell’edizione 2019 dei “World Changing Ideas Awards”.



Credit fotografico: MAX Burgers

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